Foglietti gialli

Qui troverai i foglietti della settimana con tutti gli incontri e le funzioni.

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FG 1870 – 25 luglio 2021 – 17a del Tempo Ordinario – Anno B

AVREMO SEMPRE IL PANE

Dopo questi fatti, Gesù andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quando furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo. (Giovanni 6, 1-15)

Da: “Parla, Signore…” di Giuseppe Corato – di prossima pubblicazione:

Un giorno mi accorsi che il passo era esageratamente lento e non ci volle molto a capire che il motivo era la scarsità di carburante. Decisi così di fermare la colonna e di far sedere tutti sull’erba che in quei giorni cominciava a verdeggiare. Avevo parlato con quasi tutti i dodici e avevo saputo che la zona era pressoché disabitata. Impossibile trovare, anche pagandolo bene, del pane e, meno ancora, del companatico. Non pensavo per niente di fare un miracolo. Dopo le parole lanciate contro Betsaida e gli altri paesi del lago la settimana precedente, non mi pareva il caso di dover disturbare il Padre mio che aveva creato l’uomo intelligente e che l’aveva dotato di fiuto per sentire dove avrebbe potuto procurarsi un panino. Messomi in mezzo al grande cerchio di persone, evitai di parlare di come avrebbero saziato la loro fame. Non cambiai, però, argomento e raccontai alcune peripezie del profeta Elia, ricordando i tre anni e mezzo di carestia che fecero morire tanti suoi contemporanei, ma non chi confidava in Dio. Mi piaceva raccontare di Elia. Un po’ del suo spirito era dentro di me e sapevo che tanti lo aspettavano con la certezza che sarebbe ritornato, magari senza il carro infocato; e così gli riservavano sempre un posto a tavola, non si sa mai. Non mi piaceva il macello di profeti che aveva fatto sul Carmelo, ma era tosta davvero quella sua sicurezza nel dare ordini e la convinzione che prima doveva esser servito lui. Mi sarebbe tanto piaciuto che il mio pubblico avesse pensato che parte dello spirito del profeta rapito dagli alieni, oltre che su Eliseo, si fosse posato anche su di me. E che loro erano più fortunati della vedova di Sarepta. Dopo quasi un’ora di racconto ecco la sospirata realizzazione che speravo con tutto il cuore. Per fare il miracolo dell’orcio pieno d’olio che non calava mai e del vaso di farina che aveva sempre lo stesso peso dopo le centinaia di focacce, messe al forno, c’era voluta la generosità di quella signora che aveva dato al profeta, prima che a suo figlio, quasi tutta la farina che aveva in casa, col rischio di rimanerne senza. Ed ecco arrivare, saltellando gioiosamente, un ragazzo con uno zainetto in spalla e aprirmelo davanti dicendo: “Offro le mie provviste a te, Elia, e non ho dubbi che tu saprai essere ancora più generoso del tuo protettore …”. Mi commosse quel gesto. Un bambino aveva capito che Dio gli aveva dato intelligenza, sicurezza e la convinzione che donando si ottiene molto di più che nascondendo quello che si possiede.

Com’era doveroso, additai a tutti l’esemplare ragazzo ripetendo quel mantra che in varie occasioni avevo usato: “Se non diventerete come bambini, non entrerete mai nel Regno del Padre mio”. Poi dissi ai discepoli di prendere ciascuno un pane dal cestello portatile e del companatico – fichi, uva passa, noci, castagne … – e distribuirne a ogni mio ascoltatore, fiduciosi che per ogni offerta ne sarebbe apparsa sulle loro mani una simile, per il prossimo affamato.

Vedo nei tuoi pensieri il trailer di quel momento con lo sfumare di quella fragrante rosetta che diventava sempre più colorata e contornata di frutta secca sulle mani degli stupiti discepoli. Non ci credi? Lo so, è fatica ma quella volta ero in diretta e non potevo sottrarmi a dare a ciascuno quello che poteva davvero servire in quel momento. In seguito non sarebbe stato così facile. Nel corso della storia è successo solo nei casi in cui ce n’era proprio bisogno, come nelle cucine dei miei cari servitori della gioventù maltrattata, vedi don Giovanni Bosco, o nelle dispense di chi si occupava dei poverissimi, ma togliti di testa quel trailer. Di solito ispiro pensieri miracolosi a chi ha e a chi può condividere: le cucine si riempiono con la busta anonima, piena di soldi, giunta al momento giusto – ovvero in piena disperazione, – e le dispense sono rifornite da ditte che non hanno il coraggio di buttare i loro sovrappiù nella discarica.

Tre piccioni con una fava, quella volta: il primo: tutti mangiarono felici, abbondantemente; il secondo: con gli avanzi tirarono avanti fino a Gerusalemme; il terzo: li avevo ben caricati e convinti a starmi vicino, cogliendo quell’avvento del profeta Elia tanto atteso e, finalmente, tornato senza tutto quel rumore dell’astronave dell’andata.

I miei evangelisti l’hanno riportato un po’ diverso questo episodio, quando scrissero il loro evangelo, ma devi sapere che era passato un bel po’ di tempo e non serviva raccontarlo nei dettagli che molti sapevano già. Quello che interessava loro, però, era spiegare l’importanza della messa, soprattutto della consacrazione dove il celebrante dice: “… prese il pane, lo benedisse, lo spezzò, lo diede …” e volevano che fosse chiaro che il pane è un grandissimo dono di Dio e chi lo riceve, deve condividerlo, proprio com’era successo sulle colline della nostra terra. La domenica si va a messa che, nei primi tempi della mia chiesa, si chiamava “Lo spezzar del pane”. Meglio, però, stare a casa e dormire un po’ di più che andare a riceverlo senza l’intenzione di fare altrettanto, una volta fuori di chiesa, spezzando e condividendo quello che custodiamo gelosamente per noi, nell’armadio.

Giuseppe Corato

RICORDIAMO I NOSTRI FRATELLI E SORELLE DEFUNTE

 

 

 

 

LA MADONNA DI LORETO IN MEZZO A NOI

La basilica della Santa Casa è uno dei principali luoghi di culto mariano e tra i più importanti e visitati santuari mariani del mondo cattolico. Sorge a Loreto in piazza della Madonna, a 127 metri s.l.m., al termine della via Lauretana. Il santuario ha la dignità di Basilica pontificia minore[1].

All’interno della basilica, i cattolici rendono culto di devozione verso i resti di quella che secondo la tradizione è la A questa famosa basilica è collegata la devozione per Santa Casa di Nazareth, dove visse Gesù. Maria madre di Gesù che ha l’iconografia culturale e storica della Vergine Lauretana, patrona dell’aviazione; tra i numerosi personaggi e santi che vi hanno fatto visita, si ricordano santa Camilla Battista da Varano; santa Thérèse di Lisieux; santa Gianna Beretta Molla; tra i papi che hanno visitato la basilica vi sono papa Giovanni XXIII[2]papa Giovanni Paolo II[3]papa Benedetto XVI[4] e papa Francesco[5].

 

Il Patriarcato latino reagisce

alle recenti violenze a Gerusalemme

11 Maggio 2021 – Comunicato stampa

Con tutti i Capi delle Chiese, siamo “profondamente scoraggiati e preoccupati per i recenti episodi di violenza a Gerusalemme Est, sia alla Moschea di Al Aqsa che a Sheikh Jarrah, che violano la santità del popolo di Gerusalemme e quella di Gerusalemme come Città della Pace,” e richiedono un intervento urgente. La violenza usata contro i fedeli mina la loro sicurezza e il loro diritto di avere accesso ai Luoghi Santi e di pregare liberamente. Lo sgombero forzato dei palestinesi dalle loro case a Sheikh Jarrah è un’altra inaccettabile violazione dei diritti umani fondamentali, quello del diritto a una casa. È una questione di giustizia per gli abitanti della città vivere, pregare e lavorare, ciascuno secondo la propria dignità; una dignità conferita all’umanità da Dio stesso. Per quanto riguarda la situazione di Sheikh Jarrah, facciamo eco alle parole dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani che ha affermato che lo stato di diritto viene “applicato in modo intrinsecamente discriminatorio”. Questo è diventato uno dei punti più critici delle crescenti tensioni a Gerusalemme in generale. L’episodio in questione non riguarda una controversia immobiliare tra privati. È piuttosto un tentativo ispirato da un’ideologia estremista che nega il diritto di esistere a chi abita nella propria casa. Di particolare significato è anche il diritto di accesso ai Luoghi Santi. Ai fedeli palestinesi è stato negato l’accesso alla moschea di Al Aqsa durante questo mese di Ramadan. Queste manifestazioni di forza feriscono lo spirito e l’anima della Città Santa, la cui vocazione è quella di essere aperta e accogliente; di essere una casa per tutti i credenti, con pari diritti, dignità e doveri. La posizione storica delle Chiese di Gerusalemme è chiara circa la denuncia di ogni tentativo inteso a rendere Gerusalemme una città esclusiva per chiunque. Questa è una città sacra alle tre religioni monoteiste e, sulla base del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, anche una città in cui il popolo palestinese, composto da cristiani e musulmani, ha lo stesso diritto di costruirsi un futuro basato sulla libertà, l’uguaglianza e la pace. Chiediamo pertanto un assoluto rispetto dello status quo di tutti i Luoghi Santi, compreso il complesso della moschea di Al-Aqsa. L’autorità che controlla la città dovrebbe proteggere il carattere speciale di Gerusalemme, chiamata ad essere il cuore delle fedi abramitiche, un luogo di preghiera e di incontro, aperto a tutti e dove tutti i credenti e i cittadini, di ogni fede e appartenenza, possono sentirsi a “casa”, protetti e sicuri. La nostra Chiesa è stata chiara sul fatto che la pace richiede giustizia. Nella misura in cui i diritti di tutti, israeliani e palestinesi, non saranno sostenuti e rispettati, non ci sarà giustizia e quindi nessuna pace nella città. È nostro dovere non ignorare l’ingiustizia né alcuna aggressione contro la dignità umana, indipendentemente da chi le commette. Chiediamo alla Comunità Internazionale, alle Chiese e a tutte le persone di buona volontà di intervenire per porre fine a queste azioni provocatorie e di continuare a pregare per la pace di Gerusalemme. Ci uniamo in preghiera con l’intenzione del Santo Padre Papa Francesco che “l’identità multireligiosa e multiculturale della Città Santa possa essere rispettata e che la fraternità possa prevalere”.

Fonte Fondazione Homo Viator – San Teobaldo

Don Raimondo Sinibaldi

ORARIO SANTE MESSE DELL’UNITA’ PASTORALE

 

 

 

LUNEDÌ

Ore 19.30

Duomo Ognissanti

DOMENICA
e festive

Ore 8.00

Duomo Ognissanti

MARTEDÌ

Ore 8.00

Duomo Ognissanti

Ore 8.30

Castello

MERCOLEDÌ

Ore 8.30

Castello

Ore 9.30

San Zeno

Ore 19.00

San Bortolo (+ Ad.Euc,)

Ore 10.00

San Bortolo

Ore 19.30

S.G.Battista Villaggio

Ore 10.15

S.G.Battista Villaggio

GIOVEDÌ

Ore 8.00

Duomo Ognissanti

Ore 10.30

Duomo Ognissanti

Ore 19.30

San Zeno (+ Ad.Euc,)

Ore 11.00

Castello

VENERDÌ

Ore 19.30

Duomo Ognissanti

Ore 19.30

Duomo Ognissanti

SABATO
e prefestive

Ore 17.00

S.G.Battista Villaggio

   

Ore 18.30

Duomo Ognissanti

OSPEDALE

Da lun. al sab. alle ore 7.00

Ore 19.00

San Bortolo

Alla domenica alle ore 17.00

Ore 19.30

San Zeno

   

 

 

 

 

10 dicembre 2020

Giornata internazionale dei diritti umani

Giovedì 10 dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti umani.

Quest’anno sarà lotta contro la discriminazione.

Il 10 dicembre 1948 veniva firmata a Parigi la Dichiarazione Universale dei diritti umani.

Tutti gli esseri umani…devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”  (art. 1)

 

NUOVA EDIZIONE DEL MESSALE ROMANO

La terza edizione del Missale Romanum uscì nel 2000 con Giovanni Paolo II. Nel 2002 partirono i lavori per la traduzione italiana che si conclusero nel 2019 con l’approvazione del testo definitivo da parte di Papa Francesco.

 

# Le novità più significative si trovano nel testo dell’Inno del Gloria e nel Padre Nostro. Nel Gloria il nuovo testo prevede le parole “E pace in terra agli uomini, amati dal Signore” al posto di “E pace in terra agli uomini di buona volontà”.

# Altra novità ma già conosciuta: alla fine della preghiera del Padre Nostro. Non diremo più “Non ci indurre in tentazione” ma “Non abbandonarci alla tentazione“. Per dirla con parole di papa Francesco, “dobbiamo escludere che sia Dio il protagonista delle tentazioni che incombono sul cammino dell’uomo”. Nel testo del Padre Nostro c’è un’altra modifica: l’aggiunta della congiunzione “anche” nella frase “Come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

# Per quanto riguarda il “Confesso…” durante l’atto penitenziale, si è optato per un linguaggio “inclusivo”; dove si diceva: “Confesso, a Dio onnipotente e a voi fratelli…”, dovremo dire “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...“. Il termine “sorelle” viene inserito anche in altre preghiere dove il Celebrante diceva solamente “fratelli”. Come ad esempio nell’invito del Celebrante dopo la presentazione dei doni, dove si dirà: “Pregate fratelli e sorelle, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito…”. Così nel ricordo dei defunti: “Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle che si sono addormentati nella speranza della risurrezione”.

# Un’altra novità riguarda l’atto penitenziale. Non è più previsto l’uso dell’italiano “Signore pietà” e “Cristo pietà” ma, anche per l’assemblea, le formule in lingua greca: “Kýrie, eléison” e “Christe, éleison”.

# Anche l’invito del celebrante al momento della pace cambia leggermente. Non “Scambiatevi un segno di pace” ma “Scambiatevi il dono della pace“.

# Nella Preghiera eucaristica II (la più utilizzata) il celebrante dirà: «santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito».

# L’invito alla Comunione cambia l’ordine delle frasi: non più “Beati gli invitati… Ecco l’Agnello di Dio…” ma “Ecco l’Agnello di Dio… Beati gli invitati…“, per fedeltà al testo latino.

L’occasione della Nuova Edizione del Messale nelle nostre liturgie ci darà l’occasione per rivisitare e rinnovare il nostro modo di celebrare la vita, di santificare il tempo, di imparare a pregare il Padre in spirito e verità!

 

UFFICIO PARROCCHIALE presso OGNISSANTI 2021

 

 

 

 

MATTINO

POMERIGGIO

LUNEDÌ

dalle  alle

dalle  alle

MARTEDÌ

 

dalle  alle

MERCOLEDÌ

dalle  alle

dalle  alle

GIOVEDÌ

dalle  alle

dalle  alle

VENERDÌ

dalle  alle

dalle  alle

 

 

 

 

 

UFFICIO PARROCCHIALE a VILLAGGIO GIARDINO 2021

 

 

 

 

MATTINO

POMERIGGIO

LUNEDÌ

 

 

MARTEDÌ

 

 

MERCOLEDÌ

dalle 9 alle 11

 

GIOVEDÌ

dalle 9 alle 11

 

VENERDÌ

 

dalle 15 alle 17

 

 

 

(orario estivo luglio-agosto)

 

MATTINO

POMERIGGIO

LUNEDÌ

dalle 9 alle 10

 

MARTEDÌ

 

dalle 16 alle 17

MERCOLEDÌ

dalle 9 alle 10

 

GIOVEDÌ

dalle 9 alle 10

 

VENERDÌ

dalle 9 alle 10

dalle 16 alle 17

 

 

 

 

 

 

Per sostenere i lavori della Parrocchia
Banco BPM: IT 11 X 050 346 0120 000 000 452 181

UniCredit Banca: IT 30 I 020 086 0122 000 004 432 649

Cassa di Risparmio del Veneto: IT 21 S 062 256 0122 000 000 228 482

ORARIO PROVVISORIO S.MESSE NELLE PARROCCHIE DELL’UNITÀ PASTORALE PRIMAVERA 2020

 

Ognissanti

Castello

 Villaggio Giardino

 S.Zeno

S.Bortolo

Ospedale

Lunedì

19.30

       

6.45

Martedì

8.00          6.45

Mercoledì

  8.30

19.30

 

19.00

 6.45

Giovedì

8.00    

19.30

   6.45

Venerdì

19.30

         6.45

SABATO e prefestive

18.30

 

17.00

19.30

19.00

 7.00

DOMENICA

8.00

10.30

19.30

8.30

11.00

10.15

9.30

10.00

17.00